Caro Presidente, come Le è noto stamane i relatori Berselli e Vizzini hanno presentato al cosiddetto “decreto sicurezza” un emendamento volto a stabilire criteri di priorità per la trattazione dei processi più urgenti e che destano particolare allarme sociale. In tale emendamento si statuisce la assoluta necessità di offrire priorità di trattazione da parte dell’Autorità Giudiziaria (che non sono state minimamente consultate in merito) ai reati più recenti, anche in relazione alle modifiche operate in tema di giudizio direttissimo e di giudizio immediato. Questa sospensione di un anno consentirà (al sottoscritto di temporeggiare ulteriormente e di rimandare le sentenze dei propri processi) alla Magistratura di occuparsi dei reati più urgenti e nel frattempo al Governo e al Parlamento di porre in essere le riforme strutturali necessarie (a terminare il lavoro che avevo iniziato nel precedente Governo, in modo da poter bloccare tutti i procedimenti a mio carico) per imprimere una effettiva accelerazione dei processi penali, pur nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali. I miei legali mi hanno informato (guarda caso) che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi (i quali sono stati istruiti come si istruisce un qualsiasi altro processo per un qualsiasi altro cittadino, cioè con delle indagini preliminari volte a stabilire seil procedimento può avere corso) che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica (uso quindi l’opportunità di possedere televisioni e giornali, oltre che la possibilità di rendermi visibile con una lettera firmata Presidente del Consiglio, per affermare un fatto che non ho provato e che in qualsiasi altro Paese mi avrebbe costretto alle dimissioni). Ho quindi preso visione della situazione processuale ed ho potuto constatare che si tratta dell’ennesimo stupefacente tentativo di un Sostituto Procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici (credo che anche Provengano la pensi in questo modo, solo che lui attualmente non controlla sei reti televisive, e nemmeno il Sostituto Procuratore), in ciò supportato da un Tribunale anch’esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria (vedi affermazioni che in qualsiasi altro Paese mi avrebbero costretto alle dimissioni. Per fortuna l’Italia è un Paese di cialtroni col paraocchi, che posso manovrare a mio piacimento). Proprio oggi infatti mi è stato reso noto, e ciò sarà oggetto di una mia immediata dichiarazione di ricusazione (che è una scusa per allungare i tempi del Processo, e funziona anche abbastanza bene: ad esempio, guardate quanti mesi si sono persi per le mie istanze di ricusazione dichiarate totalmente infondate in occasione dei processi Sme e Lodo Mondatori), che la presidente di tale collegio ha ripetutamente e pubblicamente assunto posizioni di netto e violento contrasto con il Governo che ho avuto l’onore di guidare dal 2001 al 2006, accusandomi espressamente e per iscritto di aver determinato atti legislativi a me favorevoli (cosa peraltro vera, dal momento che ci avevo provato col Lodo Schifani e la Cirami, dichiarate purtroppo incostituzionali, ma anche con la depenalizzazione del falso in bilancio e l’accorciamento dei tempi di prescrizione, la legge sulle rogatorie, che ha fatto impallidire la Corte di Ginevra e infine l’introduzione dell’inappellabilità da parte del pubblico ministero per le sole sentenze di proscioglimento. Anzi, grazie al Lodo Schifani e alla “contabilità creativa” sono anche riuscito a far stralciare la mia posizione del processo SME e a non farmi condannare perché il reato non esisteva più. Sono un genio, lo so.), che fra l’altro oggi si troverebbe a poter disapplicare (perché dichiarate incostituzionali). Quindi, ancora una volta, secondo l’opposizione l’emendamento presentato dai due relatori, che è un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti, non dovrebbe essere approvato solo perché si applicherebbe anche ad un processo nel quale sono ingiustamente ed incredibilmente coinvolto. Questa è davvero una situazione che non ha eguali nel mondo occidentale (infatti sono l’unico Capo del Governo eletto con sette prescrizioni a carico e dei processi ancora in corso oltre ad un evidente conflitto di interessi). Sono quindi assolutamente convinto, dopo essere stato aggredito con infiniti processi e migliaia di udienze che mi hanno gravato di enormi costi umani ed economici (ma, per fortuna, non sono praticamente mai comparso in aula e mi pregio di essere l’uomo più ricco d’Italia; pensate se invece fossi stato un operaio metalmeccanico che porta a casa 1.100 euro al mese con una settimana ordinaria di sessanta ore di lavoro e nessuna garanzia a livello antinfortunistico e contrattuale), che sia indispensabile introdurre anche nel nostro Paese quella norma di civiltà giuridica e di equilibrato assetto dei poteri che tutela le alte cariche dello Stato e degli organi costituzionali, sospendendo i (miei) processi e la relativa prescrizione, per la loro durata in carica. Questa norma è già stata riconosciuta come condivisibile in termini di principio anche dalla nostra Corte Costituzionale (il che è falso, dal momento che il lodo Schifani è stato riconosciuto incostituzionale, ma in chiusura di lettera ci sta bene). La informo quindi che (ordinerò) proporrò al Consiglio dei Ministri di esprimere parere favorevole sull’emendamento in oggetto e di presentare un disegno di legge per evitare che si possa continuare ad utilizzare la Giustizia contro chi è impegnato ai più alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato. (mettendo sotto controllo anche il Potere Giudiziario: quello Legislativo è già sotto il controllo del potere Esecutivo, dal momento che le leggi sono fatte dal Governo e ratificate dalla maggioranza del Parlamento, ora vedremo di riformare la Giustizia separando le carriere e mettendo test attitudinali che possano impedire a personaggi come Di Pietro, la Forleo e De Magistris di fare carriera e definendo per bene la legge sulle intercettazioni; in pratica è una sorta di colpo di Stato, ma tanto gli italiani sono così inetti che non lo scopriranno nemmeno tra duecento anni)
Cordialmente, (il colonnello) Silvio Berlusconi.
Foto da www.pupia.tv/


