Wednesday, November 25, 2009

il magnete

Network di politica e attualità

Archive for Ottobre, 2008

Le Nuvole

Posted by admin On Ottobre - 31 - 2008

Lesina, rovinato dai debiti contratti dal figlio Tirchippide alle corse dei cavalli, cerca una soluzione per evitare di pagare, e perciò si rivolge al “pensatoio”, la scuola filosofica di Socrate, per mezzo della quale spera di imparare dei trucchi dialettici che gli consentano di farla franca. Poiché non riesce a convincere il figlio a divenire discepolo del grande filosofo, si iscrive egli stesso alla scuola, dove rimane stupito dei cavilli e delle capziosità con le quali si sostengono le tesi più assurde.
Pensate se Socrate fosse stato il Presidente del Consiglio, con sei televisioni e più di metà della carta stampata: a forza di ripetere i sofismi che il tragediografo greco gli ha messo in bocca tutti gli ateniesi gli avrebbero creduto. E, certo, anche i nostri novelli Lesina di centrodestra, con processi più o meno pendenti, devono trarre ispirazione dalle Nuvole, quando commentano dei fatti di politica e, come il vegliardo, da esse debbono aver ottenuto il dono: “D’ora innanzi, nessuno in Parlamento te nell’esprimer grandi concetti uguaglierà!”. O, più semplicemente, si guardano allo specchio prima di parlare.
Ieri il Governo, nel giro di pochi giorni, ha subìto il secondo, durissimo smacco, di fronte al presunto “consenso imbarazzante” del quale faceva tanto vanto, fino a poco tempo fa. Proteste e manifestazioni in tutta Italia, adesione allo sciopero consistente (il Ministero è stato costretto ad ammettere che l’adesione sfiorava il 60%, i sindacati hanno dichiarato tra l’80 e il 90). A Torino l’orchestra del Teatro Regio ha perfino suonato per i manifestanti, dimostrazioni si sono susseguite in tutte le principali città italiane, per protestare contro l’applicazione del Decreto Gelmini. A Roma i sindacati hanno denunciato la partecipazione di un milione di persone. Il discorso finale è stato tenuto dai tre sindacalisti, ma è apparso traviato rispetto alle richieste di chi era in piazza: Bonanni in pratica ha rivelato che il motivo del dissenso della Cisl si annidava nel fatto che i sindacati non erano stati consultati. Probabilmente, come ci insegna la storia degli ultimi quindici anni, se il Governo avesse convocato Cisl, Bonanni avrebbe controfirmato lo stesso decreto approvato ieri. Epifani ha esortato in modo vibrante i tre sindacati confederati a non dividersi: “Non scambiamo un piatto di lenticchie per la forza di questa unità”. Sarebbe stato bello se questo motto fosse stato lo slogan sindacale nelle numerose contrattazioni che hanno portato gli insegnanti, e i lavoratori in generale, nelle condizioni che i tre segretari hanno denunciato anche ieri.
Feroce la reazione della maggioranza: Maroni mette in chiaro che chi occupa e impedisce agli altri di studiare verrà denunciato. Uno strano afflato di legalità, da parte di un esponente di uno schieramento che è sempre assente dalle aule dei tribunali. In ogni caso significa che non sarà tollerato altro dissenso verso il Governo. Poi prosegue, cercando di normalizzare la protesta, che dichiara “fisiologica”, e conclude con la perla: “Ho letto che a Roma ci sarebbe stato un milione di persone. Purtroppo c’e’ il vezzo di moltiplicare per dieci le cifre reali”: viene il dubbio che la cifra di 200.000 manifestanti al recente corteo del Pd la abbia suggerita lui alla Questura. Ma forse si riferiva a chi dissentiva nella sola Sicilia. Mentre parla, però, un altro sospetto prende corpo: e se le “dettagliate istruzioni” che il premier gli ha elencato, trattandolo da maggiordomo, avessero riguardato l’uso di provocatori fascisti per pestare gli studenti che protestavano, per poi dare il destro alla polizia di caricare gli studenti stessi?
Oggi Nitto Palma, quello della riproposizione dell’immunità parlamentare, ha riferito alle Camere sugli scontri avvenuti in Piazza Navona. Secondo l’Onorevole gli scontri sono stati provocati dagli studenti di sinistra, che hanno aggredito i neofascisti per i quali, comunque, si affretta a precisare che “il personale di polizia non ha udito cori apologetici del fascismo”, in modo da evitare loro una condanna. A chi si chiedeva come avesse fatto un camion pieno di spranghe a raggiungere la piazza ha risposto: “E’ usuale che durante le manifestazioni i mezzi con altoparlanti raggiungano piazza Navona” Sicuramente alcuni studenti hanno “sentito” molto distintamente, su tutto il corpo, la musica cantata da questo nuovo modello di diffusori audio. Altro che Nuvole di Aristofane… queste assomigliano molto di più alle “nuvole” che si facevano nel magazzino del collegio di Gian Burrasca. Per fortuna i testimoni oculari hanno raccontato come sono andate veramente le cose. Maroni, si è affrettato a congratularsi con le forze dell’ordine per il lavoro svolto: “abbiamo monitorato e gestito in modo impeccabile le manifestazioni”. Non c’è alcun dubbio.
Se Aristofane vivesse oggi, al posto di Socrate avrebbe messo Cicchitto. Commentando l’iniziativa promossa dal Pd e da IdV di indire un referendum abrogativo della legge Gelmini ha dichiarato che Veltroni “insegue una deriva plebiscitaria ed esprime il massimo della sottovalutazione della dialettica parlamentare”. Chissà dove ha vissuto in questi ultimi sei mesi, quando in Parlamento la maggioranza si è solo preoccupata di mettere a tacere l’opposizione. Non pago, forte dell’ignavia dei giornalisti, insiste, rivendicando che Forza Italia “mai ha pensato di smontare il Parlamento a colpi di referendum”. Infatti a pensato di smontarlo a colpi di Decreti Legge.
La Gelmini non si sente più, ammutolita dal fiume di persone sceso in piazza a contestarla. Si era limitata a bollare lo sciopero come un “rito”, alla faccia di chi ha perso il giorno di salario; al suo posto ha parlato la Aprea (quando c’è da metterci la faccia spunta sempre fuori un portavoce), che ha largito ghiande per porci: “credo che noi potremo, con la normativa secondaria e con atti applicativi, accogliere qualche suggerimento che arriva dalle forze sindacali e dalla scuola vera”.
Rimane solo Berlusconi che, alla stregua di un bambino a cui si è rotto il giocattolo, strepita in modo puerile contro “la scandalosa capacita’ della sinistra di mentire su cose di buonsenso”.

 

Immagine da www.wikio.it/

 

Elogio della Follia

Posted by admin On Ottobre - 31 - 2008

Erasmo da Rotterdam

 

(1466ca-1536) Olandese, viene messo in un convento in giovane età poiché era rimasto orfano. Compie studi umanistici e compie diversi viaggi in Italia e in Inghilterra. Tra le sue opere più famose vi sono gli Adagia (1500), l’ ”Elogio della Follia” (1509), i “Colloquia familiaria” (1522) e la “Diatriba del libero arbitrio” (1524), che scatenerà una violenta risposta da parte di Lutero.

A causa delle sue posizioni e del suo pensiero negli ultimi vent’anni di vita viene avversato sia dai cattolici che dai protestanti.

 

 

L’ “Elogio della Follia” è stato concepito durante un viaggio compiuto da Erasmo dall’Italia verso l’Inghilterra e dedicato al suo amico Tommaso Moro.

Il libro scorre sottoforma di un lungo monologo nel quale la Follia articola un discorso paradossalmente molto razionale. Inizia presentandosi ed enunciando la sua tesi, e cioè che è lei la reale portatrice della felicità, tesi che svolgerà lungo tutto il suo monologo, descrivendo il suo ruolo benefico in ogni aspetto dell’intero creato, dagli dei alla società, dalla vita all’amore.

Seguita poi descrivendosi nei vari tipi umani (saggi, stolidi, architetti, superstiziosi…): in tutti è lei a portare felicità, sollevandoli altrimenti dal fardello della realtà nella quale sono calati. L’ultima parte del monologo è riservata alla fede ed al clero.

Che sia Erasmo stesso a parlarci per mezzo della bocca della Follia lo si capisce chiaramente dal fatto che, in realtà, non c’è una unica voce della follia: c’è la follia genuina dei pazzi, quella che agisce da schermo contro le fatiche del governo dei sovrani, quella fraudolenta dei commercianti, quella tragica del clero, quella pura della comunione con Dio. In ognuno di noi essa è presente, ed è nostra la scelta: possiamo combatterla, come fanno i saggi,  ignorarla, come fanno gli infelici, dosarla nella nostra vita o abbandonarci a lei nel modo più completo.

 Ogni comune modo di vedere le cose da parte dell’uomo viene ribaltato e la Follia viene utilizzata da Erasmo contro la realtà folle del tempo. Ed in particolare contro la fede ed il clero. Nell’ultima parte del libro, infatti, si avverte netta una svolta. Scompare il sottile tono arguto ed umoristico utilizzato fino ad allora e la protagonista pare assumere una voce tonante. Erasmo denuncia il malcostume morale nel quale guazzano sia i pensatori del tempo (in particolare dei teologi, Duns Scoto in testa) che gli ecclesiastici, senza risparmiare nemmeno il papa e affilando la lama della follia per mettere a nudo la malafede e l’inutile ricerca di interpretazioni delle sacre scritture a danno del vero contenuto morale delle stesse, così poco seguito dai suoi contemporanei. Termina infine descrivendo la sua follia quale mezzo che alienerà lo spirito dai gravami terrestri favorendo la comunione finale con Dio.

L’intero libro è ricamato da continui richiami e citazioni a passi di altri grandi scrittori e pensatori, quelli classici in particolare, che ci fanno apprezzare la vasta cultura di Erasmo.

 

Erasmo scrive, nell’introduzione alla sua opera per Tommaso Moro: “Dal momento che a chiunque è concesso prendersi degli svaghi, non vedo perché non debba farlo chi solitamente ha la testa china sui libri. Specie se usa l’ironia per trattare temi seriosi e dipana il suo scherzo in modo che il lettore, a meno che non sia un perfetto babbeo, riesca a trarne più giovamento che dalle cupe riflessioni di certi illustri pensatori. Come chi, ad esempio, inneggia pomposamente alla retorica o alla filosofia con frasi messe assieme con estrema fatica, oppure chi loda le eroiche gesta del suo Principe, chi ancora si dà da fare per incitare il mondo intero alla guerra contro i Turchi. Altri poi si dedicano a predire il futuro o si soffermano su questioni banali, facendo tanto fumo e poco arrosto.”

Viene allora da fare un’ultima considerazione: cosa scriverebbe sulla demenza del mondo attuale Erasmo? Continuerebbe a far parlare la sua Follia?

Ricerca

Posted by admin On Ottobre - 31 - 2008

 

 

 

 
 
 

 

Cos`hai da guardare
maschera priva di sguardo?Ti ho vista nello specchio
dietro di me che osservavi
le mie mani lavarsi nel catino
credevo fossi solo un ombra
ma quando mi sono allontanata
sei rimasta ferma al tuo posto d`onore.

Ombra di occhi
che scrutano
l`immagine di me.
 
 
 
 
 
 

 

 

 

Da Pesceluna

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Una precisa strategia?

Posted by admin On Ottobre - 30 - 2008

“Approvato” il Decreto Gelmini

Posted by admin On Ottobre - 29 - 2008

Nonostante le richieste dell’opposizione.
Nonostante le diffuse e continuate proteste di studenti, genitori e corpo docente.
Nonostante il sia pur tremulo invito al dialogo espresso da Napolitano.
Nonostante tutti gli altri Paesi adottino, nei confronti dei finanziamenti alla scuola pubblica, politiche opposte a quella italiana.Forti della maggioranza acquisita in Parlamento e dell’assoggettamento dello stesso al Governo, il centrodestra ha oggi approvato al Senato, e in via definitiva, il Decreto Gelmini. Questa in Italia, ormai, non è più una notizia. Se il potere legislativo fosse veramente indipendente come prevede il nostro ordinamento, ogni tanto contrasterebbe le decisioni del Governo; certo, il fatto che in Parlamento siedano gli avvocati dei Ministri rende le cose più complicate.
Definirla riforma scolastica appare un azzardo. Si intende annesso nel concetto di riforma, infatti, un mutamento di indirizzo sociale e culturale dettato da un movente etico e morale, la vera causa prima del cambiamento. Nel caso in questione invece, è unicamente una ratio di risparmio economico, o di “riposizionamento delle risorse”, secondo il latinorum del Ministro, il motore di questa serie di provvedimenti. L’ennesima disposizione proposta dal Governo, che ne ha motivato l’urgenza con l’esigenza di prendere provvedimenti volti a contrastare il bullismo. Un pretesto evidente, che pone in secondo piano il vero cuore della riforma. Ma il voto in condotta non è l’unico schermo: molta retorica è stata fatta dal Ministro Gelmini sul ritorno al maestro unico (che ora si scopre come “prevalente”), sui grembiuli, sui voti in decimi, mentre poco si è parlato dei tagli alle università, dell’indebolimento dell’obbligo scolastico, dei licenziamenti, dello squalificarsi ulteriore dell’insegnamento pubblico a vantaggio di quello privato. La scuola pubblica, infatti, è l’unico vero ascensore sociale che può garantire a chi è privo mezzi, ma dotato, di raggiungere posizioni di riguardo.
Il Decreto appare una sorta di ultimatum imposto dall’alto, come se il Governo volesse mostrare i muscoli: il dibattito alle Camere è stato compresso e ha assunto una decisa sfumatura di inutilità, dopo le parole di Cicchitto di lunedì: “Lo approveremo alla Camera così com’è, senza nessuna modifica”. La maggioranza non ha mai cercato un vero dialogo, non ha mai cercato di migliorare il testo proposto dal Governo che, sempre più, assomma a sé la funzione legislativa. La Gelmini si era detta disponibile a ricevere gli studenti, cosa che ha fatto sabato solo per comunicare loro che dovevano rassegnarsi. Poi ha tentato di ridimensionare la protesta affermando che “sono alcune migliaia” gli studenti che manifestano, mentre “in Italia gli studenti sono 9 milioni”. Ovviamente compresi gli alunni delle elementari e medie e i frequentanti istituti privati. Una cosa analoga è successa con il numero dei partecipanti alla manifestazione del Pd di sabato stesso. Il netto calo di consensi del Governo nei sondaggi, questa volta poco pubblicizzati dalla coalizione maggioritaria, pare smentirla in pieno. Appare evidente a tutti come un sistema che si definisca democratico sia lontano mille miglia da quello adottato dal Governo attuale. Allo stesso modo imporranno la riforma del sistema elettorale per le europee.
Oggi, davanti al Senato, si era già radunato un gruppo di studenti ingrossato da due cortei: hanno atteso la “sentenza”, poi alcuni parlamentari del Pd e dell’IdV, usciti dalla Camera, hanno invocato il referendum per abrogare il Decreto di fronte ai ragazzi. Una misura a posteriori certo più efficace dello sciopero previsto per domani, a provvedimento già approvato.
Studenti di destra del Blocco studentesco hanno manifestato a modo loro la solidarietà al Governo, occupando gran parte della piazza e innescando tafferugli, aggredendo i manifestanti con cinghie e caschi: due ragazzi sono rimasti feriti. Un altro segnale. Poi è partita la carica di alleggerimento delle forze dell’ordine, che già presidiavano il luogo. Finora, dunque, i “facinorosi” non sono gli studenti che si oppongono alla riforma, caricati anche a Milano dalla polizia, ma quelli che la sostengono, con buona pace del Premier.
Nel frattempo passano in secondo piano gli sviluppi della vicenda Alitalia, che pure aveva tenuto banco a lungo: i ripensamenti di Cai, il niet dei piloti al contratto capestro presentato (mercoledì scorso Di Vietri, Avia, si dichiarava “agghiacciato” denunciando che “non esiste un’etica dell’azienda, si vuole procedere a una pulizia etnica”. Tomaselli (Sdl) invece affermava che “la trattativa sui contratti di lavoro non è mai decollata”), il ridotto numero di voli, il numero di licenziamenti molto superiore a quello di 3.500 annunciato da Berlusconi.

 

Foto da  riflessiditana.ilcannocchiale.it/

Rete 4 e Mannino

Posted by admin On Ottobre - 29 - 2008

Bloxorz

Posted by admin On Ottobre - 28 - 2008

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Veltroni non convince

Posted by admin On Ottobre - 26 - 2008

Si è scatenata una vera e propria battaglia, a proposito del numero di partecipanti alla manifestazione  di oggi del Pd, a Roma. Una battaglia che testimonia quanto in realtà essa potesse rappresentare un termometro, sia della forza di Veltroni, sia della consistenza e della volontà del dissenso contro il Governo Berlusconi. Naturalmente non erano presenti i due milioni e mezzo di persone rivendicati da Achille Passoni, responsabile del Pd per l’organizzazione dell’evento, tuttavia suona ridicola la cifra stimata dalla Questura, che è arrivata a contare 200 mila persone. Cicchitto, da buon piduista, cerca di minimizzare l’evento, perché non vuole che si sappia che esiste anche un’altra Italia, che è contraria a questo modo indecente e ai limiti del regime di governare il Paese: concede magnanimamente 300mila persone, citando il Sole24Ore, che aveva stimato la capienza del Circo Massimo su quella capacità. Ma i conti non tornano: lo stesso Passoni si domanda: “Se, secondo queste fonti oggi in quello spazio enorme c’erano 200mila persone, come è possibile che a piazza San Giovanni due anni fa, quando a manifestare erano Berlusconi e la destra, ce ne fossero sempre secondo la Questura 700mila? Il Circo Massimo è grande più del doppio di San Giovanni”. E ancora: “Sempre al Circo Massimo si è svolto il festeggiamento per la vittoria della nazionale di calcio, in una piazza non più piena di quella di oggi, e la stessa Questura parlò di un milione di persone”. Forse si sono scordati anche delle persone assiepate fuori del Circo Massimo; in ogni caso è evidente il tentativo di manipolare l’informazione in modo smaccato. Chiunque abbia partecipato ai due cortei si è potuto rendere conto che i partecipanti erano molti, molti di più anche del doppio della stima fornita dalla Questura.

E’ lo stesso spettacolo a cui si è assistito in questi giorni a proposito delle proteste contro il Decreto Gelmini: per la destra la contestazione è limitata a “pochi facinorosi”, la reltà parla di numerosi cortei che coinvolgono genitori, studenti ed insegnanti. E, come per la scuola, la Gelmini si era offerta di “dialogare” un po’ tardivamente con le sigle degli studenti, solo per comunicare loro che il Decreto non sarebbe stato modificato di una virgola, allo stesso modo ieri Berlusconi metteva in chiaro che “non ci sarà alcun cambiamento nell’azione del Governo, perché questa è una manifestazione ad uso interno della sinistra, per le loro divisioni”. In sostanza, come avrebbe detto un certo romagnolo, me ne frego. Ben più che prodromi di una dittatura. “Ho una maggioranza in Parlamento…”, ha tenuto a ribadire, posso fare quello che voglio.

Il movimento di piazza, unica vera voce in capitolo rimasta ai cittadini, subisce un attacco da parte della destra e dell’UdC, che mirano a privarlo di significato, quando non a metterlo all’indice. E scatta il walzer dei farisei. L’UdC non si vuole sporcare con queste manifestazioni populiste, e perciò precisa, con Cesa, che “con la piazza non si risolvono i problemi”; “Noi ci incontreremo in Parlamento per fare una opposizione concreta e responsabile”. Con queste parole vuole forse delegittimare la voce di chi lo ha messo in quell’aula dove gli piace tanto astenersi, come i suoi compagni di partito. Il giornalista si è ben guardato dal chiedergli dove erano loro il giorno in cui si è tenuto il Family Day.

A Berlusconi, invece, qualcuno ha ricordato che il 2 Dicembre di due anni fa in piazza ci erano andati loro, ma lui ha risposto, piccato: “noi andammo in piazza per la prima e unica volta perché disperati. Non sapevo a chi rivolgermi, tutte le Istituzioni erano dalla loro”. Non male per una persona la quale l’unica Istituzione che non controlla è la Magistratura, che si affretterà a “riformare” al più presto. Commentando la manifestazione  ha affermato che durante una crisi non si va in piazza: “un’opposizione che vuole dare un contributo si unisce a noi”. Con noi o contro di noi, insomma. Non c’è spazio per alcuna manovra che si discosti dal suo personale disegno.

Veltroni, nel suo discorso a conclusione della manifestazione, ha affermato che “il Paese è migliore della destra che lo governa”. Ha attaccato Berlusconi ricordandogli che “la Democrazia non è il C.d.A. di una azienda”, però si è affrettato a dire “non gridiamo al regime”. La concione ha ricordato molto da vicino un tentativo di imitare i discorsi della campagna elettorale di Obama, candidato alla presidenza U.S.A., e ha toccato molti temi di attualità: salari, pensioni, lavoro, immigrazione, razzismo, scuola. Ha chiesto al Governo di ritirare il Decreto Gelmini e ha citato la lotta di Saviano contro la camorra e il pestaggio razzista di Abdul: sono sembrati, però, più due tentativi di fare leva sull’emotività della platea, piuttosto che la denuncia di situazioni di emergenza. Confindustria non è mai stata nominata, così come nessuna altra lobbie e risulta incomprensibile  il ricordo di Prodi, che lui stesso ha contribuito ad affossare. Pure qualche proposta è stata mossa, e importanti sono stati i richiami all’antifascismo e al modo di governare del premier, anche se traspare poca forza per un leader che rivendica di essere alla testa della “più grande forza riformista del Paese”. E’ credibile un uomo che ha gestito il Comune di Roma con una perdita secca? Che ha cercato un dialogo con un personaggio politico che tutti conoscevano, compiendo un clamoroso errore di valutazione che lo ha costretto a tornare sui propri passi? Veltroni deve dare risposte concrete, far seguire programmi di azione, non solo parole, perché tutta quella gente scesa in piazza non merita solo promesse. La buona notizia è che il dissenso, ad onta degli ipnotizzatori di destra, c’è, è consistente e non può essere ignorato, ma ha bisogno di qualcosa di più di un discorso buonista per trovare la sponda politica che cerca.

 

Foto da notizie.tiscali.it

Avviso ai naviganti

Posted by admin On Ottobre - 24 - 2008

Avviso ai naviganti: nuove intimidazioni dalla destra

Posted by admin On Ottobre - 24 - 2008

“Vorrei dare un avviso ai naviganti, molto semplice: non permetteremo che vengano occupate scuole ed università. […] Convocherò oggi il Ministro degli Interni e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell’ordine per evitare che questo possa succedere”.

 

“Non ho mai detto né pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole”

 

L’ennesima smentita di se stesso, offerta ieri da Berlusconi, è di più di una semplice, nuova puntata dell’ormai celebre “io non lo avevo detto”: è l’ultimo tratto di pennello di una tela che può essere considerata una via di mezzo tra l’“Urlo” di Munch e una delle locandine di propaganda mussoliniana. Il quadro è lì, davanti a tutti gli Italiani: è limpido come un paesaggio di Turner, senza possederne la bellezza,  eppure le reazioni che esso suscita sono molto diverse da quelle che chiunque si aspetterebbe: oltre al silenzio di chi lo ammira vi è lo sguardo di chi osserva ma non vede. Vi è anche più di qualcuno che passa oltre, o si volta, o fa finta di non vedere.

“Si dicono menzogne sui numeri dei partecipanti alle manifestazioni, che sono ridottissimi”. “La realtà che conosciamo di queste ore, questi giorni, è una realtà di aule universitarie piene di ragazzi che intendono studiare e di manifestanti che sono organizzati dall’estrema sinistra, molto spesso, come a Milano, dai centri sociali”. La realtà che conosciamo, in questi giorni, è molto diversa dall’idillio descritto dal Presidente del Consiglio: egli stesso ne è ben consapevole, ed è per questo che ha deciso di spendersi personalmente a fianco del Ministro Gelmini durante la conferenza stampa di Mercoledì, pronunciando un discorso conciso e chiaramente intimidatorio. Il perché di questi toni scaturisce dai fatti: la protesta, dilagante, contro la riforma scolastica voluta dal centrodestra è sotto gli occhi di tutti. Alcuni dati: 300 manifestazioni, 150 scuole e 20 facoltà occupate. Il 10 di Ottobre a Roma erano almeno 30.000, a Firenze 4.000, a Genova 2.000, a Bari 5.000, e migliaia ancora a Milano, Torino, L’Aquila, Ferrara, Lecce, Verona, Ancona, Cagliari, per un totale di cortei in 89 città. Il 17 nuovamente 10.000 manifestanti a Roma, il 20 15.000 a Palermo, privi di qualsiasi sigla di partito o sindacato, poi ancora Pavia, Ancona, Ferrara. 6.000 in piazza a Livorno, a Roma in piazza perfino gli studenti neofascisti di Forza Nuova. Oltre 40.000 a Firenze Mercoledì, mentre a Milano si registrano scontri con le famose forze dell’ordine. Ma non basta: a protestare non sono solo gli studenti: il premier omette che a fianco dei ragazzi ci sono insegnanti e genitori. E’ chiaro, quindi, il motivo della preoccupazione di Berlusconi: meno la sua reazione. Con astio ed intimidazione ha dato un “avviso ai naviganti, molto semplice”: non consentirà ulteriore dissenso. Se necessario è disposto a ricorrere a mezzi estremi. Oggi poi ha corretto il tiro sui quei mezzi, mescolando anche lo scherno e dichiarando, in modo agghiacciante: “Ne ho in mente qualcuno molto spiritoso”. Segue il coro di belati dei politici di centrodestra: se per la Gelmini è in atto una “campagna terroristica”, per Sacconi a protestare sono “giovani presuntuosi” e “minoranze politicizzate”, quasi che essere politicizzato non fosse una virtù. Del resto il Cavaliere stesso, nella conferenza, ha accusato tutte le opposizioni di inscenare una sedizione contro il Governo, sfruttando la riforma scolastica, criminalizzando di fatto ogni forma di critica.

Sicuro dell’impunità di cui gode, al punto che può smentirsi senza alcuna conseguenza, Berlusconi ha finito anche con l’attaccare i giornali: “Si può ben dire in questi casi che in queste manifestazioni ci sono dei facinorosi. Non tutti, piccoli gruppi. E hanno il supporto dei giornali”. Evidentemente non è solo la Magistratura che lo perseguita, secondo il suo pensiero. Peccato che, oltre al fatto di possedere tre reti televisive, di controllarne altre tre e di detenere numerose testate di carta stampata, i dati diffusi da AgCom sull’invadenza del suo partito sui media lo smentiscano chiaramente. Rei di aver dato ampio risalto al dissenso montante, ha inviato ieri ai direttori delle testate una velata minaccia dal sapore di olio di ricino: “Portate i miei saluti ai vostri direttori e ditegli che saremmo molto preoccupati e indignati”. Nel frattempo la rappresaglia è già approntata e si sta discutendo alle Camere: riguarda la riforma dei fondi per i diritti di editoria.

Anche Ezio Mauro, nel suo editoriale di ieri, si limita a chiedersi se sia ancora un diritto protestare; non si spinge oltre, non chiama le cose con il loro vero nome, distoglie gli occhi dal quadro che ha di fronte. Fascista. Non è difficile da scrivere. E’ questo il motivo per cui Berlusconi può continuare con il suo sorriso di scherno. Senza arrivare agli U.S.A., dove un vestito della Palin ha rovinato la campagna elettorale di McCain, possiamo però ricordare che il premier thailandese, il quale deteneva diverse reti televisive, è stato cacciato da una sollevazione popolare, unita all’azione dei militari, e proprio ieri è stato condannato per aver violato la legge sul conflitto di interessi. Perché in Thailandia esiste una legge sul conflitto di interesse. Ma questa notizia, che presenta connotati troppo familiari, è stata praticamente taciuta dai media.

 

Foto da blog.panorama.it

Nucleare o Rinnovabili?

Posted by admin
Gen-9-2007 I ADD COMMENTS
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