Cari Italiane ed Italiani tutti. L’anno che verrà sarà durissimo. Ma non perché lo ha detto il Presidente del Consiglio, parlando dell’unica cosa sulla quale sia in grado di dissertare, cioè se stesso, ma perché l’anno vecchio è stato uno dei peggiori di tutta la breve storia della Repubblica Italiana, e ha posto premesse poco edificanti.
Dopo che si è sfasciato il Governo Prodi, o forse sarebbe più appropriato definirlo il Caravanserraglio Prodi, le cose sono accadute molto in fretta: è salito al potere un gruppo di politici che sta attuando un golpe bianco.
Immagino molti di voi storcere il naso: in effetti, sbattuta in faccia così, può apparire una constatazione brutale dei fatti, ma mi appresto a motivarne la sostanza.
Non appena conquistate le poltrone, il Governo ha iniziato a prendere tutta una serie di provvedimenti urgentissimi per il Paese: il primo ha riguardato i mass media. E, guarda caso, quando si effettua un colpo di Stato la prima cosa che si mette sotto controllo sono proprio i mezzi di comunicazione. A Maggio le poltrone di Palazzo Chigi erano ancora calde delle schiene degli ex Ministri di Centrosinistra, ma il primo vagito del neonato Governo Berlusconi IV è la “Salva Rete4″. Contemporaneamente inizia ad innescarsi la vicenda della Presidenza della Commissione di Vigilanza Rai e in seguito si tornerà sull’argomento con il decreto sull’iva per le pay tv.
L’atto successivo è stato il blocco di tutti i processi che il nostro Premier prescritto e piduista ha ancora pendenti: Il Consiglio dei Ministri ha varato così la “blocca processi“, poi accantonata perché sostituita da una legge molto più efficace: il cosiddetto “Lodo Alfano”. Il Lodo è incostituzionale, rende ‘intoccabili’, nel senso siciliano del termine, quattro persone che hanno la ventura di ricoprire certe cariche, ed è servito per stralciare la posizione del Cavaliere dai processi che ha in corso, almeno fino al parere della Consulta.
E’ sorto, però, un problema: il Presidente del Consiglio non è l’unico ad avere grane con la Giustizia. E difatti, grazie elezioni di Aprile, il Parlamento è stato tutto un fiorire di condannati, collusi, prescritti ed indagati. Si è quindi resa necessaria una azione più corposa e generalizzata: l’accoltellamento dell’unico potere rimasto indipendente, cioè quello Giudiziario. In primis bloccando le intercettazioni telefoniche (il migliore strumento a disposizione degli inquirenti per molti tipi di reati), in seconda istanza ‘riformando’ il Potere giudicante stesso. Oltre al Potere esecutivo, infatti, il Governo detiene di fatto anche quello Legislativo, in forza del fatto che tutte le leggi vengono licenziate dal Consiglio dei Ministri, ovvero sono propriamente dei Decreti Legge da ratificare, o convertire, come si suol dire in termine tecnico. E, di questo potere, ne dispongono secondo le necessità. Ecco quindi perché la loro legislatura è costellata da vari “salva qualcuno” (salvapremier, salvarete4, salvamanager, salvaConsolo, salvaCarnevale…), lo scopo primario per cui questi personaggi si sono buttati nell’agone politico.
Anche il ‘Quarto Potere’ non sfugge al controllo. Mi si consenta una breve digressione: l’informazione dei cittadini è, negli Stati moderni, l’anima della Democrazia. Solo in Italia un privato possiede tante reti televisive quante il canale pubblico, delle quali una abusiva, e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. E’ vero che anche in Thailandia il Presidente del Consiglio deteneva il controllo dei mass media ed aveva guai con la Giustizia, ma appunto in quel Paese la popolazione gli si è rivoltata contro. Solo in Italia, ancora, il Parlamento vigila sulle reti pubbliche, anziché essere il contrario. E, anche in questo caso, ne vediamo gli effetti. Attualmente in Rai vige ancora l’anarchia.
Rimangono i giornali, ma le principali testate, per un vizioso completamento di un circolo perverso, sono tutte in mano ai partiti medesimi, o alle banche, o alle associazioni industriali. Chi ha ‘sgarrato’ è stato immediatamente oggetto di minacce più o meno velate da parte del Presidente del Consiglio. Vedete quindi, cari concittadini, che non avete possibilità di crearvi una coscienza scevra da interessi di parte.
Ma, riprendendo il filo degli accadimenti, arriva l’ora di dare soddisfazione al popolo e di mantenere gli impegni elettorali; sono infatti passati solo due mesi ed è già stata sfornata qualche legge razziale sparsa qua e là (come quella sulle impronte digitali e il Ddl sicurezza) e una finanziaria triennale discussa in nove minuti. Tre minuti per anno.
Ecco, quindi, che il problema dei rifiuti di Napoli viene risolto nel giro di poche settimane: perfino San Gennaro rimane a bocca aperta, stupito dal miracolo del “Presidente Spazzino” il quale, invece di mettere in piedi un ciclo sostenibile di smaltimento, pubblicizza inceneritori alla diossina e discariche. Poi anche centrali nucleari e ponti sopra faglie sismiche.
Ecco, ancora, che le tasse vengono abbassate, abolendo l’Ici e riducendo sul lastrico i Comuni, tra i quali anche quelli Padani che infatti non tardano a farsi sentire presso il Senatùr.
Ecco materializzarsi dal nulla la tanto attesa cordata di “patrioti” Italiani, gli eroi che, in cambio di qualche stilla di gloria e una azienda pubblica mondata dai debiti e regalata loro, si accollano il rischio d’impresa di rivenderla tra cinque anni ad un partner straniero, lo stesso che si era presentato un anno fa.
Ed infine, ecco il tanto sospirato Federalismo, promesso più al partito alleato che agli elettori del partito alleato. Egli è una prassi distorta del federalismo conosciuto in altri Paesi, europei e non, ma tutti i partiti politici ne colgono immediatamente il vantaggio primario: quello, cioè, di poter amministrare indisturbati i propri feudi, senza dover rispondere a chicchessia.
Questa politica demagogica, che sempre accompagna i regimi, è stata condita con numerosi richiami ai fasti del fascismo, a cui, peraltro, rassomiglia, con la comparsa dei militari nelle città che abitiamo, e con il decadimento dei toni verbali, spesso degenerati negli insulti più bassi.
Qualcuno ha provato a reagire: studenti sono scesi in piazza, ma hanno trovato solo manganellate ed un Governo sordo. Lavoratori hanno scioperato, ma sono stati precettati e costretti al silenzio. Un partito politico si oppone ancora allo scempio delle Istituzioni, ma viene massacrato da tutto il resto del Parlamento. Rimangono, comunque, voci isolate. Il dissenso è stato, come in ogni dittatura, sempre regolarmente represso o sovrastato dal fragore mediatico e da una salva di diffamazioni. La forza della maggioranza consiste nel contarsi ed andare avanti come un rullo compressore.
Per distrarre la popolazione dai problemi reali, ed evitare che magari accada qualcosa di simile alla Grecia, il Potere controlla la paura dei cittadini secondo le convenienze, mentre fa saltare tutti i normali meccanismi istituzionali: riforme costituzionali fatte con leggi ordinarie, Ministri che assurgono a legislatori de facto, esproprio del Parlamento, intrusione nei normali meccanismi giudiziari.
E’ evidente, cari concittadini, dove conduca questa via, percorsa passo dopo passo con freddezza da chi detiene il potere: lo scopo è quello di conservare questo potere ad oltranza, e divenire inarrivabili. E’ precisamente lo spirito politico che anima ogni regime che si installa sulle macerie di una Democrazia. Grazie, infatti, alla summenzionata Riforma della Giustizia, alla cancellazione delle preferenze dalle schede elettorali e all’innalzamento della soglia di sbarramento, gli attuali partiti politici diverranno delle entità ineffabili, alla stregua di un sovrano medioevale. Nulla potrà più scalzarli dalla loro posizione: né nuovi partiti politici, né la denuncia dei loro malaffari, né la volontà stessa dei cittadini. Lo stesso percorso, del resto, è stato seguito dai tre sindacati confederati.
Il principale sostegno ai partiti politici non è l’esercito, come in ogni dittatura classica, ma le lobby economiche, e sono le uniche alle quali essi rispondono; ecco perché hanno tentato la “salva manager” e poi la “messa in prova” e infine hanno posticipato la class action. I politici, infatti, hanno le mani in pasta un po’ ovunque, dove c’è da costituire un comitato d’affari. Qualcuno ha provato a smascherare questa nuova tangentopoli, ma è stato silurato grazie ad una campagna dimostratasi falsa. Qualcun altro ha tentato di dimostrare che il silurato era stato silurato, ma è stato silurato a sua volta grazie ad interventi istituzionali che, per essere generosi, chiameremo scomposti. I nomi in ballo sono troppo grossi, e hanno il potere di auto proteggersi.
Di fronte a questi accadimenti il vero evento che ha sconvolto l’intero pianeta, cioè la crisi economica, è passato quasi in secondo piano: ridimensionato dall’ottimismo di chi guida il governo, è stato liquidato con una serie di provvedimenti scompagnati, che andranno certamente ritoccati a breve. Ma, come la maggioranza si è affrettata a precisare, ora è tutto nelle mani dei cittadini, che devono spendere.
L’opposizione politica italiana si è segnalata per tutta una serie di fiaschi e figuracce, come la manifestazione indetta contro il Governo e la vicenda della Presidenza della Commissione di Vigilanza Rai. Si è poi scoperto recentemente che la stessa è coinvolta in vicende giudiziarie tanto quanto la maggioranza: presa perciò coscienza non tanto della questione morale che la affliggeva, quanto che essa è ora risaputa dai più, il Centrosinistra si è improvvisamente reso disponibile non a confrontarsi con la Giustizia, ma ad un confronto sul tema della Giustizia, assieme al resto del Parlamento.
Cari Italiane ed Italiani, giungo quindi al termine del mio discorso di fine anno. La classe politica attuale è la stessa del 1994, e i giornali ugualmente sono gli stessi zerbini plaudenti. Si proponevano le stesse cose che si stanno facendo ora, e nessuno si è mai presentato diversamente da ciò che era nel profondo, sia ieri che oggi. Eppure, nel 1995, un barlume di coscienza popolare era ancora vivo, se è vero che il primo Governo Berlusconi dovette fuggire a gambe levate. I tempi, per loro, non erano ancora maturi. Poi all’Italia è cascato addosso D’Alema, e ancora Berlusconi.
La vera differenza tra ieri e oggi, dunque, è la vostra coscienza. Ho cercato, con questo mio discorso, di arrivare ad ognuno di voi nel tentativo di scuoterlo e di invitarlo ad agire. La Democrazia si costituisce su una serie di rappresentanti al servizio dei loro rappresentati, che si confrontano e mediano le loro posizioni nel tentativo supremo di fare l’interesse del Paese intero. Questi rappresentanti sono soggetti ad una serie di norme e controlli, tra i quali l’informazione, per evitare che possano approfittare della loro posizione, casomai qualcuno di loro avesse interessi reprensibili. In Parlamento, attualmente, siede invece un consesso di individui che nessuno ha eletto con designazione diretta, che non ha l’obbligo e nemmeno il dovere di rappresentare i cittadini, e che cura in prima istanza i propri interessi, a scapito di quelli altrui. Quello stesso consesso sta demolendo gli organismi di controllo, prima fra tutte la Costituzione, che io ho l’alto compito di difendere. E siccome l’altro mio compito fondamentale è quello di rappresentare la Repubblica, e quindi voi tutti, non posso sottrarmi al dovere di denunciare questa situazione, ed invitare ognuno di voi a manifestare il proprio dissenso fino a quando il Paese non tornerà a standard di vita pubblica accettabili.
Detto questo, vi faccio i miei migliori auguri di anno nuovo, che veda ognuno di voi consapevole della propria appartenenza ad uno Stato.
Giorgio Napolitano.
<ipotesi del testo del discorso di fine anno che il Presidente della Repubblica dovrebbe tenere nella serata di domani. Il testo concreto, però, sarà ancora peggiore di quello che la redazione de “ilmagnete” aveva anticipato quattro mesi fa, quando il Presidente stesso si limitava unicamente a fare finta che non stesse accadendo nulla. In questi quattro mesi, infatti, si è reso egli stesso protagonista di questo processo, affossando le inchieste della Procura di Salerno e, in precedenza, firmando il Lodo Alfano>











