Wednesday, November 25, 2009

il magnete

Network di politica e attualità

La Fattoria degli Animali

Posted by admin On Febbraio - 21 - 2009

La Fattoria degli Animali era sorta sui migliori principi, e tutti erano contenti di ciò che era costato loro tanta fatica. Funzionava tutto benissimo, fino a quando non si sentì la necessità di una classe dirigente stabile che ponesse rimedio a piccole necessità contingenti.
Le piccole necessità contingenti mutarono gradatamente il loro peso, le azioni di intervento le loro sfumature. Un processo continuo, non scioccante, del quale gli animali lavoratori non si resero conto se non quando ormai era troppo tardi. Alcuni segnali, più o meno eclatanti, diluiti nel tempo, furono chiari esempi premonitori di ciò che sarebbe accaduto: si cambiò l’inno della Fattoria, si vendette il legname al vecchio padrone, si modificò lo Statuto. Ma la classe dirigente proclamò col cuore in mano che si trattava di provvedimenti presi per il bene esclusivo della comunità e i lavoratori, sempre più sfruttati, sempre più immersi nel loro lavoro, non si preoccuparono come dovevano fare.

 

Dopo le impronte digitali prese ai bambini rom, la schedatura dei barboni, i militari per le strade, la direttiva che vieta le manifestazioni in quasi tutte le piazze italiane, le disposizioni contro i negozi etnici, contro la disobbedienza civile, le delazione dei propri pazienti da parte dei medici, la promessa della galera per i giornalisti, arrivano le ronde cittadine. Pardon, le “iniziative di partecipazione civica nell’ottica della solidarietà orizzontale”, come le ha tartufescamente definite il Ministro Calderoli. Ma è vietatissimo parlare di franchismo, chi lo fa è un qualunquista cane, e pure comunista scavatore di foibe, o un eversivo giustizialista alla Di Pietro.

 

In Italia esistono solo due forze politiche che si sono avvalse di questo metodo per garantire la sicurezza: il partito della Lega Nord, che ospita al suo interno condannati per istigazione all’odio razziale, e i movimenti fascisti. La proposta iniziale della Lega Nord era quella di armare dei cittadini in una sorta di Squadra di Sicurezza, altrimenti nota come SS, poi alcuni emendamenti hanno fatto sì che le ronde fossero disarmate, e quindi prevalentemente costituite da ex membri delle forze dell’ordine, ora in pensione. Cerotti che non riescono a nascondere la gravità della decisione presa, sempre per Decreto Legge, poiché ormai è il Consiglio dei Ministri che legifera, cosa che lo stesso Berlusconi ha tenuto a ribadire molto candidamente: i Dl sono “necessari” affinché “un Governo possa intervenire tempestivamente, legiferando con norme immediatamente applicabili”. Non solo. Nonostante il Premier abbia ammesso che gli stupri sono diminuiti, nel corso del 2008 (ma allora, il panico sociale sparso dai media…), ha ulteriormente rafforzato quanto dichiarato in precedenza: “Voglio sottolineare che il Governo può utilizzare la decretazione di urgenza a seguito del clamore suscitato dai recenti episodi”.
Tralasciando il fatto che lo strumento del Decreto non è pensato per rispondere ai clamori mediatici, ci si chiede se il Governo, quindi, non possa arrivare a stimolare, suscitare o creare il clamore per dare adito ai provvedimenti d’urgenza. In passato è accaduto, e la ‘strategia della tensione’ ne è l’esempio più fulgido.
Ci si chiede pure come reagiranno le ronde quando si troveranno di fronte ad una flagranza di reato. O se saranno provocate, e poi in seguito si penserà ad armarle per prevenire il ripetersi di certi episodi.

 

Di certo ci sono le reazioni di Quirinale e Vaticano. Il primo, che inizialmente aveva espresso forti perplessità, trovandosi davanti a Gesù ha deciso di vestire i panni di Ponzio Pilato: “i contenuti del decreto siano di esclusiva responsabilità del Governo”. Così Napolitano firmerà, quasi certamente, anche questo Decreto. Il secondo, invece, continuando a dimostrare un interesse nella politica estera che travalica quello delle anime dei propri fedeli, ha crocifisso il provvedimento con le seguenti parole: “L’istituzione delle ronde rappresenta una abdicazione dello Stato di diritto. Non è la strada da percorrere”. L’Italia è ridotta ad appellarsi al Vaticano per ricordare alla coscienza dei cittadini che lo Stato è creato in prima istanza per garantirne la sicurezza, come ente terzo, ed evitare le adunate da saloon di cow boy in caccia del rapinatore.
L’opposizione, invece, fa notare come il Governo si sia avvalso di un’ulteriore pratica scorretta, volta ad espropriare ancora una volta il Parlamento dalle sue prerogative: “Il prolungamento per decreto della detenzione nei Cie rappresenta un esplicito schiaffo al Parlamento che aveva già bocciato, con un voto che coinvolgeva settori della stessa maggioranza, un provvedimento del governo che andava in questa direzione”.

 

Ora rimane solo da chiedersi quale sarà il prossimo passo di un Governo che non teme opposizioni o freni inibitori alcuni, pur di perseguire il proprio interesse.

 

Foto da www.sottodiciottofilmfestival.it

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Dodge City

Posted by admin On Febbraio - 16 - 2009

Il giocattolo Eluana si è rotto troppo presto. Doveva durare un po’ di più, almeno fino all’approvazione della censura delle intercettazioni e della riforma del processo penale. O fino a che non passasse la micro norma che riforma l’articolo 238bis del Codice Penale, rendendo non valide le sentenze passate in giudicato per processi affini, la quale salva Berlusconi dalla condanna nel processo Mills.
Ma, accidenti, i casi della vita sono molteplici, e nemmeno l’unto dal Signore, cioè il nostro Primo Ministro, può porre rimedio a tutto. Occorre, perciò, inventarsi qualcos’altro che faccia rumore, che indigni gli animi degli elettori. Le menti ottocentesche, tradizionaliste e conservatrici che ora abbiamo al Governo, dopo aver moralmente violentato per settimane la sfera privata di una ragazza in coma, non hanno saputo tirar fuori altro che il tema dello stupro: la violazione della donna che si possiede è sempre un ottimo spauracchio per i maschi latini.

 

Come due corridori che, nello stadio olimpico, si passano il testimone, il primo affaticato e ormai in frenata, il secondo pronto allo scatto, ecco che i media, spengono il ‘caso Englaro’ e saltabeccano a quello degli stupri.
La diffidenza verso la categoria dei giornalisti è giustificata anche in questo caso: in realtà non esiste nessun ‘caso-stupri’, è la solita montatura costruita per riempire la mezz’ora dei notiziari e le prime pagine dei giornali: il 21 Febbraio di due anni fa l’Istat rendeva noto che oltre 14 milioni di donne sono state vittime di violenza fisica, sessuale o psicologica nella loro vita. Di queste, 5 milioni sono violenze sessuali. Nel 2006 si sono registrati 74mila tra tentativi e stupri veri e propri. Di questi il 69,7% da partner o ex-partner, quindi oltre 22mila aggressioni sono opera di sconosciuti. Niente dice che l’inizio del 2009 sia radicalmente differente rispetto al 2006 e un anno ha, nella migliore delle ipotesi, 366 giorni… I conti sullo scoop sensazionale di queste ore sono presto fatti. Come sarà difficile, per i lecchini del potere, trovare un caso al giorno da sbattere nei loro notiziari… Diceva Barbara Pollastrini, che aveva presentato a palazzo Chigi l’indagine Istat: “I dati confermano che nella fascia di età 16-50 anni, le donne muoiono più per violenza che per malattia o incidenti stradali. La violenza sulle donne è un dramma rimosso”. E opportunamente rispolverato in caso di necessità.

 

E’ la consueta tattica del Governo della Paura. Tattica ciarlatana, come i suoi componenti, dal momento che hanno auto svergognato l’invasione di militari da loro fortemente voluta, e che evidentemente non ha prodotto, come era ampiamente prevedibile, alcun effetto. Si trattava di mera propaganda. Ma siamo certi che la reazione della maggioranza sarà quella di spedire ancora più militari per le strade della città.
Nel frattempo lo spargimento di terrore, il finto allarme sociale creato, inizia a produrre gli effetti desiderati. A partire dai giornali che riportano in prima pagina titoli sgomenti ed intimorenti come “Roma, è caccia aperta”, “I clandestini autori del 40% degli stupri” “Orrore a Palermo, violentata a 9 anni” “Il racconto della 15enne” “La madre della vittima: voglio giustizia o me la faccio da sola” e subito il rassicurante “Pronto decreto anti stupratori” (ovviamente decreto), come se il Governo avesse la ricetta miracolosa per impedirli. Ai titoli dei giornali seguono i rastrellamenti dei campi nomadi da parte dei carabinieri e i raid razzisti, le spedizioni punitive in stile squadraccia fascista, come se gli unici responsabili fossero gli extracomunitari, poi il parere emotivo dei cittadini: anche “Roma ladrona” è ora favorevole alle ronde padane e si denuncia: “troppi stranieri e nomadi”. E del resto, se Alemanno dichiara che “gli stupratori potrebbero essere rom”, invece che stare zitto, è ovvio che fornisca un pretesto, un bersaglio per la feccia armata di spranghe. Un politico, queste cose, dovrebbe intuirle da solo.

 

Il Governo osserva soddisfatto; Gasparri si lancia in un “Gli stupratori vanno messi in carcere a scontare pene durissime”, infatti sono rimasti gli unici che potrebbero scontarla, vista la facilità con la quale i membri del Parlamento la fanno franca. Nessuno pare chiedersi come mai Alfano manda gli ispettori quando la stuprata è una Italiana, una dei Dominus, della razza superiore, ma niente di analogo sia previsto per la stuprata rumena o sudamericana. Poi danno fiato alla sua parte più meschina, discriminatoria: fanno parlare Carfagna e la Lega Nord. Tutti d’accordo sulle ronde dei cittadini, come se spettasse ai cittadini il compito di vigilare sulla propria sicurezza, realizzando così la giustizia di Dodge City. Non contenti, sulla scorta delle leggi razziste e discriminatorie già presentate, tornano avanti i fautori della Legge del Taglione, della repressione e della paura come mezzo per circoscrivere il crimine, Calderoli in testa, discettando se sia meglio la castrazione chimica o chirurgica, poiché essa è “l’ unico strumento in grado di garantire un controllo degli istinti per chi spontaneamente non è capace di controllarli”. Ma non si scordi che un anno fa anche Veltroni si era detto favorevole. Prima i bracciali per i detenuti, poi le impronte per i bambini rom, quindi la schedatura dei barboni, ora la castrazione degli intemperanti. Il primo passo verso l’amputazione della mano per i ladri? Verso la pena di morte? O verso il controllo di coloro i cui istinti nocciono alla società, a partire, ad esempio, dai terroristi? In effetti, si potrebbero lobotomizzare, signor Ministro. Sia mai scoprissero la grande panzana che avete approntato, in questi giorni, per coprire l’ennesima carognata.

 

Foto da http://www.lacollinadellestreghe.it/

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Prima i diritti degli Italiani

Posted by admin On Febbraio - 6 - 2009

Una nuova legge razzista è passata, ieri, al Senato della Repubblica, a causa di un emendamento della Lega Nord al Ddl sicurezza. Se verrà confermato alla Camera, produrrà il seguente effetto: i medici potranno denunciare il loro paziente, se questo è un clandestino. E’ giusto che venga ricordato il nome del primo firmatario di questo principio nazista: si chiama Federico Bricolo, casomai qualcuno, col tempo lo dimenticasse.

 

Che cosa c’entra, con la sicurezza dei cittadini, la possibilità per un medico di tradire il proprio segreto professionale e la deontologia denunciando un suo paziente?
“Non siamo razzisti, difendiamo la nostra gente” ha affermato Bricolo. “Basta con il buonismo. Da oggi sarà lotta dura alla criminalità e ai clandestini. Con questo provvedimento crescono i nostri consensi”. Qualcosa di simile lo deve aver affermato il Ministro tedesco, dopo l’approvazione della legge sui matrimoni tra ariani ed ebrei. Insomma, una giustificazione andava pur trovata. Ma lui si è spinto oltre. A chi ha sollevato critiche ha opposto: “Voi siete i razzisti, sempre e comunque dalla parte degli stranieri, prima degli italiani onesti che pagano le tasse”.

 

L’opposizione si è scagliata contro il provvedimento già in aula: “Si è superato il passo tra il rigore della legge e la persecuzione” ha dichiarato Anna Finocchiaro; la norma è “contro i princìpi che difendono i diritti degli uomini prima ancora dei diritti di cittadinanza”. “E’ in palese violazione della Costituzione” gli ha fatto eco il compagno di partito Procacci. E’ evidente che nessun clandestino, da oggi, andrà a farsi curare da un medico, avendo paura di essere denunciato. Ma per il PdL queste accuse non sussistono: l’emendamento “non viola il diritto di accedere al servizio sanitario nazionale”, secondo Schifani, infatti “Se l’emendamento impedisse o violasse l”accesso al servizio sanitario nazionale allora sarebbe un mancato rispetto della persona umana, ma questa norma non lo impedisce”. Certo, non è scritto nero su bianco. E’ giusto che anche il nome di Schifani venga perpetuato ai posteri, assieme a quello di Bricolo e a quello di Gasparri che per difendere la nuova norma xenofoba ha pensato bene di glissare la domanda: “La legge rafforza la lotta alla mafia, non si occupa solo di immigrazione. Prevediamo pene più severe contro l’illegalità e la criminalità”. Poi, con un salto mortale: l’emendamento “non è della Lega, ma di tutto il PdL perché dà la precedenza ai diritti degli italiani. Noi non siamo razzisti”. Dà la precedenza ai diritti degli Italiani…

 

Dà la precedenza ai diritti degli Italiani: un qualsiasi Parlamentare dovrebbe essere cacciato dalle aule istituzionali, dopo un’affermazione del genere. Una popolazione più cosciente dovrebbe estrometterlo, denunciarlo, coprirlo di vergogna. Il diritto, secondo il capogruppo del PdL, è acquisito in base all’appartenenza alla nazionalità. Tra poco proclameranno la Grande Germania. Però Di Pietro è un pazzo, sempre secondo Gasparri, quando denuncia che il PdL è la Germania degli anni ‘30.

Rimangono due cose da fare: la prima è la disobbedienza a questo insulto alla dignità delle persone. E infatti sia Emergency che Medici Senza Frontiere che il presidente dell’ordine dei Medici hanno già promesso decisioni in questo senso.
La seconda cosa, è di non far cadere nel dimenticatoio il fatto, quando ognuno di noi sarà chiamato alle nuove elezioni.

 

Foto da www.ausl-cesena.emr.it

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Ue: in Italia, razzismo e uso della paura

Posted by admin On Gennaio - 22 - 2009

Anche l’Europa certifica che in Italia si governa per mezzo della paura. La Commissione Libertà pubblica del Parlamento europeo, infatti, ha approvato un rapporto, figlio della missione dei delegati preposti svoltasi in data 18 e 19 Settembre, nel quale specifica che l’osservazione “ha permesso di accertare la tensione sociale e il clima che caratterizza attualmente il contesto italiano in merito alla questione nomadi. Un senso di disagio e di insicurezza sembra propagarsi nella vita quotidiana dei cittadini italiani e stranieri. Si è registrato un aumento degli episodi di xenofobia e razzismo, alcuni dei quali caratterizzati da una violenza senza precedenti”. Eppure il Ministro Maroni spergiura che in Italia il razzismo non esiste, e che si tratta sempre di casi isolati… Più avanti, il documento denuncia impietosamente che “Permane l’allarme sociale, addotto a giustificazione del pacchetto sicurezza e delle ordinanze d’urgenza”. Insomma, più chiaro di così è proprio impossibile scriverlo. I nuovi fascisti al governo utilizzano le paure dei cittadini per far passare leggi razziste e discriminatorie. Non solo utilizzano la paura, ma la istigano anche. Non è il discorso allucinato di qualche estremista terrorista, ma è semplicemente il prosieguo del rapporto stesso ad affermarlo: “la drammatizzazione del fenomeno a opera dei mezzi di comunicazione e del dibattito pubblico sembra esasperare, invece che placare, le tensioni esistenti nella società”.

 

Il documento chiarisce che “la condizione del popolo nomade è stata a lungo sottovalutata dalle autorità pubbliche, tanto da risultare oggi seriamente compromessa”. Si salva solo l’amministrazione locale, che si è impegnata “nel ricercare una soluzione adeguata per i campi nomadi e in particolare per rimediare alle condizioni da favela in cui verte il campo nomadi irregolare Casilino 900, sorto ormai 35 anni fa a soli dieci chilometri dal centro”. Il rapporto Hammarberg è quindi confermato in toto. Se si passa ai piani alti, invece, la politica nazionale ha venduto solo promesse e propaganda: le promesse all’Unione Europea, e la propaganda ai cittadini Italiani. Infatti il Governo Italiano ha fornito “chiarimenti” e “rassicurazioni”, dovute alle sollecitazioni in merito al provvedimento del censimento dei campi rom. Cosa ha fatto il Governo, dunque? Sarebbe più appropriato chiedersi cosa non ha fatto, dopo averlo pubblicizzato. Il 14 Luglio Frattini scriveva, al Messaggero: “Serve una banca dati europea con i nomi, le impronte e con i segni del Dna” dei minori che abitano nei campi nomadi. Se l’Europa “non adotta questa soluzione, che a me sembra l’unica possibile, l’Italia l’adotterà comunque”. Maroni, poi, se ne era fatto un punto d’onore. Il Parlamento italiano aveva approvato la norma razzista delle impronte per i rom, ma era in attesa del parere della Commissione europea, come previsto dalla mozione approvata dal Parlamento Europeo il 10 Luglio.
Nel rapporto invece si legge: “non è stata creata né verrà istituita nel futuro alcuna banca dati”, e le informazioni raccolte durante il censimento “verranno trattate alla stregua di ogni altra informazione simile”. Inoltre “nessun individuo minore di 14 anni verrà identificato o sottoposto alla rilevazione delle impronte digitali, senza previa autorizzazione delle autorità giudiziarie”. Spetterà al garante della Privacy vigilare.

 

Ecco spiegato perché, in sintesi, il 4 Settembre, la Commissione Europea si era espressa dichiarando che le misure adottate dall’Italia per far fronte all’emergenza dei campi nomadi illegali non sono risultate discriminatorie e sono in linea con il diritto comunitario, contraddicendo in apparenza il parere del Parlamento Europeo. In realtà, dipende tutto unicamente dai dati inviati dall’Italia. Se l’Italia spedisce una relazione sul Ponte dello Stretto di Messina nella quale mancano due faglie sismiche, l’Ue accorda il parere favorevole. Se l’Italia manda stime dell’Alitalia chiaramente falsate, l’Ue fa più fatica a dire che la vendita non è avvenuta a prezzo di mercato. Lo stesso meccanismo è invalso per le leggi razziste: il Parlamento europeo si è basato sulle dichiarazioni propagandistiche rilasciate dai politici italiani, la Commissione sulle carte effettive che gli sono giunte in mano.

Ma gli esponenti di centrodestra hanno pensato bene di battere la grancassa sul parere della commissione, omettendo di specificare il resto, quasi che procedere come avevano sbandierato in Estate fosse più che legittimo. Il silenzio, invece, è caduto su questo ultimo rapporto.

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Ddl sicurezza: discriminazione e demagogia

Posted by admin On Novembre - 8 - 2008

“È istituito al ministero dell’Interno un apposito registro delle persone che non hanno fissa dimora”.

Gli enti locali “potranno avvalersi della collaborazione di associazioni di cittadini per cooperare al presidio del territorio”.

 

Nuova svolta razzista e discriminatoria impressa dal governo di destra, alla luce dell’approvazione della commissione Giustizia e Affari Costituzionali del “Ddl sicurezza”, che verrà dibattuto a partire dal Senato Mercoledì 11. Provvedimenti che seguono quelli vergognosi sui censimenti dei rom per mezzo delle impronte digitali (ultimo episodio della lista, l’apertura di un fascisolo sulle frasi contro gli islamici pronunciate dal vice sindaco di Treviso, Gentilini, durante la festa della Lega Nord a Venezia, il 14 Settembre, con ipotesi di reato per “istigazione all’odio razziale”; dal palco, Gentilini si era scagliato contro gli “avventori dei phone center che pisciano sui muri: che vadano a pisciare nelle moschee”. Poi aveva aggiunto: “neri,marroni o grigi che insegnano ai nostri bambini”).
Grazie ad un emendamento presentato dai leghisti Bodega, Bricolo, Mauro, Mazzatorta e Vallardi, viene istituito un registro per schedare i barboni e senzatetto. Forte con i deboli e zerbino con i potenti, il Governo prende di mira altri “diversi” senza che il provvedimento abbia alcuna giustificazione degna di questo nome: non esiste, infatti, alcuna emergenza dei senzatetto, che anzi spesso sono loro stessi vittima di raid neonazisti. Si tratta di persone che le condizioni misere o scelte personali, che vanno rispettate, hanno spinto a vivere in un modo differente dal buon borghese che passa il Sabato pomeriggio al centro commerciale; ci si attende, a questo punto, un emendamento che obblighi i “clochard” a portare un triangolo giallo sul braccio per essere meglio identificati.
Istituite anche le “ronde padane”. Esse, previa formazione adeguata, potranno anche “cooperare” con le forze dell’ordine. E’ ovvio che una banda di boriosi cittadini disarmati non risolverà il problema della sicurezza per le vie della città, perciò è facile ipotizzare chi saranno i bersagli di questi cittadini assetati di legalità: i barboni, appunto, extracomunitari che sopravvivono con piccoli commerci illegali, prostitute (ovviamente sole, non quelle sfruttate da una rete organizzata). A meno che non si decida, in seguito, di armare le ronde, quindi chiamarle Squadre di Difesa, o S.A. e aumentare i loro poteri. Si ritorna al Far West, dunque: piccole comunità scollegate tra loro, con pesi e misure diverse, nelle quali i cittadini decidevano se linciare o meno l’imputato. Questa, del resto, è la sostanza del federalismo proposto dal partito secessionista, e in questo senso vanno anche le proposte per accettare i ‘diversi’: viene infatti data la possibilità ai cittadini di bloccare la costruzione di una moschea o la costituzione di un campo rom grazie ad un referendum. Immaginiamo le odiose campagne che precederanno il voto.
Ma guai a dire che in Italia si sta attuando una deriva razzista e che la Lega Nord è un partito razzista: “Non credo ci sia un’emergenza razzismo, ci sono episodi che vanno colpiti e che saranno colpiti” ha dichiarato il Ministro Maroni. Vediamo un breve elenco di alcuni “episodi”, di casi isolati, capitati nel mese di Ottobre:

1 Ottobre, uno studente ghanese viene aggredito dai poliziotti
2 Ottobre, un ragazzo cinese viene aggredito a Roma
4 Ottobre, una donna somala viene umiliata a Ciampino
13 Ottobre, ragazza marocchina malmentata
15 Ottobre, a Brinzio (Varese) vengono pitturate di bianco le immagini di bambini neri.
20 Ottobre, aggredito a Livorno uno straniero che chiedeva l’elemosina
21 Ottobre, pestato a Canicattì un ragazzo rumeno

Ma, forse, ha ragione Maroni: un caso isolato, un atto da condannare, un deprecabile incidente, una bravata…e così diventano tutti “episodi”. Chissà come avrà utilizzato il Ministro degli Interni il rapporto Hammarberg di questa estate sullo stato del razzismo in Italia, e chissà se è a conoscenza dei dati forniti dall’Eurobarometro, secondo cui l’Italia è un Paese molto fuori la media per i disagi che i cittadini provano nei confronti di rom e gay.

Nel frattempo vengono aumentati i poteri dei sindaci, sempre più simili a sceriffi (o ai podestà di settanta anni fa), in materia di sicurezza. Abbiamo visto questa estate di cosa possono essere capaci: divieto di dare da magiare ai piccioni, divieto di usare il tagliaerba, divieto di portare le ciabatte, divieto di riunirsi in più di tre dopo una certa ora…
Nel più perfetto stile Lega Nord, il Ddl assomma a questi provvedimenti inqualificabili una buona dose di demagogia, per lasciare poi il problema sostanzialmente insoluto: sempre questa estate era stato istituito il reato di ingresso clandestino, che colpisce unicamente chi viene sorpreso a varcare illegalmente i confini dello Stato italiano (quindi pochissime persone). I leghisti avevano poi fatto gran rumore con pene severissime da infliggere per il reato di immigrazione clandestina, ma ovviamente si trattava solo di pubblicità: i clandestini servono alle aziende, agli edili e a tutti i piccoli benestanti padani che sfruttano la loro badante straniera, e che naturalmente votano Lega Nord. Il partito del Senatùr perciò si è ben guardato dal dare seguito alle sue promesse populistiche, anche perché già il Ministro della Giustizia aveva denunciato il sovraffollamento delle carceri e proponeva braccialetti e cimici alla Matrix da impiantare nello stomaco dei detenuti, mentre la Carfagna voleva mettere in galera le prostitute. Un modo di governare pieno di contraddizioni e propaganda che, alla fine, non produce altro che fumo negli occhi. E infatti, puntualmente, la proposta approvata nel Ddl è diversa da quanto annunciato: le pene carcerarie (da 6 mesi a 4 anni) sono scomparse, e i clandestini dovranno pagare una multa da 5.000 a 10.000 euro. Chiunque è in grado di percepire la stupidità di una simile proposta; Li Gotti (IdV) si chiede se i clandestini dovranno “arrivare con il bancomat in Italia”, oltre a prevedere un intasamento dei tribunali poiché è prevista la sentenza del Giudice di Pace. Il provvedimento ricorda molto una proposta analoga di questa estate, quando si volevano multare gli accattoni, cioè si infliggeva una pena pecuniaria a chi, per definizione, è privo di beni.
Un’altra concreta misura che risolverà il problema delle espulsioni dispone che, nel caso in cui l’espulsione sia impossibile a prodursi, il clandestino, per ordine del questore, dovrà andarsene dall’Italia “entro 5 giorni”. Già si vedono file di clandestini che, tremebondi di fronte all’ordine impartito dall’Autorità, si affrettano a lasciare la nostra Repubblica delle Banane.
Ulteriori novità previste dal Ddl riguardano il “permesso a punti”, materia su cui però, tanto per cambiare, deciderà il Governo: per ottenerlo dovranno pagare una tassa di 200 euro, cercando, in questo modo, di placare la fame di entrate che attanaglia Tremonti, e sottoscrivere un “patto di integrazione”, ancora non meglio precisato. Una stretta ai ricongiungimenti familiari e un inasprimento delle pene contro chi traffica in esseri umani, oltre alle multe per chi viene sorpreso ad abbandonare rifiuti per strada. Infine viene previsto, anche per chi è studente, un test linguistico di ingresso per accedere al nostro Paese (che ovviamente non verrà fatto da tutti coloro che accedono illegalmente).

 

Foto da www.pupia.tv

Ue: Italia Paese xenofobo

Posted by admin On Luglio - 30 - 2008

Il Governo mente ancora sulle sue intenzioni riguardo ai “diversamente italiani”. L’Italia sta scivolando su posizioni sempre più oltranziste, un passo dopo l’altro, isolandosi dalla Comunità Europea. Si comporta alla stregua della Cina, che respinge le accuse di Amnesty International sulla violazione dei diritti umani, stessi toni, stesse agenzie da diffondere.

L’ultimo episodio riguarda il rapporto che il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa Thomas Hammarberg ha stilato, in seguito alla sua visita eseguita il 19 e 20 Giugno. Il Governo italiano di Berlusconi non è nuovo ad ignorare la voce internazionale: lo fa con l’infrazione che dobbiamo pagare a causa del’occupazione di frequenze di Rete4, lo fa con la capitalizzazione del prestito ponte ad Alitalia, che produrrà una procedura di infrazione (Decisione pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Europea dell’11 Giugno), ma lo ha fatto anche, ad esempio, con gli ispettori internazionali che avevano certificato l’assenza di armi di distruzione di massa in Iraq, autorizzando una guerra basata su accuse false e pure sulle osservazioni che l’Europa aveva mosso al Governo Berlusconi II e III riguardo alla sua politica fiscale ed economica (e infatti, a seguito dell’indifferenza del Governo, è arrivata l’infrazione economica, rientrata col Governo Prodi).

“Andremo fino in fondo con il censimento,così come con tutte le altre misure” (Maroni, 28 Giugno). La posizione del Governo è abbastanza chiara, e coerente con quanto sopra esposto: non si fermeranno davanti a nulla. Quando hanno introdotto la legge razziale sulle impronte digitali si sono difesi dicendo che era a fine di censimento e che era un’operazione che si eseguiva sempre nei tribunali dei minori; chi li attaccava aveva “una conoscenza incompleta delle iniziative legislative recentemente adottate” (Farnesina, 17 Luglio). Questo è riferibile al premier Rumeno, ai commissari europei, al Parlamento europeo e anche all’opposizione: sono tutte persone che hanno letto e capito male. Una congiura, insomma. Si ripropone il tema dei perseguitati, tanto caro a Berlusconi.  Infatti per il Governo i colpevoli della situazione attuale degli immigrati clandestini sono… i Magistrati. Tutti i salmi finiscono in gloria. “[…] ci sono magistrati, evidentemente compiacenti nei confronti degli scafisti, che si ostinano a non voler applicare la norma” dichiara Frattini (29 Luglio). L’ennesimo attacco alla Magistratura. Dopo l’approvazione della discutibile aggravante per la clandestinità e la proposta di concedere la cittadinanza italiana ai bimbi rom orfani, pienamente condivisibile, il Ministro Maroni proclama lo stato di emergenza, una misura che, pare, si sia resa necessaria per garantire effettivamente una migliore gestione del flusso estivo di immigrati che arrivano in Italia. Fin qui, si regge. Poi è arrivato il rapporto del Commissario Hammarberg, e la posizione del centrodestra si è fatta più scomoda: per questo si sono dovuti appigliare ad un cavillo per tacere la reale denuncia del memorandum. Il Presidente della Camera, Fini, ha dichiarato che “La sorpresa c’è, perché dire che la polizia italiana ha condotto dei raid contro i campi rom significa dire una cosa totalmente infondata”. Cosa dice il rapporto del Commisario?

 

“The commissioner is following closely and is deeply concerned at anti-Roma and anti-Sinti manifestations in Italy which have been occasionally extremely violent resulting into setting on fire Roma camps, reportedly without effective protection by the Police which has also carried out violent Roma camp raids13. Of particular concern is the support whic has been provided to such manifestations, directly or indirectly, by certain domestic, national and local, political forces and figures as well as by certain mass media. No information is as yet available on the conclusion of any effective investigation into such incidents by the competent authorities. During his discussion wuth the Minister of Interior, Mr Roberto Maroni, the Commissioner expressed his serious concern at this situatuion.”

 

Afferma, quindi, che la polizia non ha garantito sufficiente protezione ai campi rom, non hanno ancora concluso nulla con le indagini sulle aggressioni fasciste ai campi stessi e che ci sono forze politiche e media in Italia supportano un atteggiamento xenofobo che si va moltiplicando. Un’occhiata al sito segnalato offre una panoramica di articoli esteri sulle manifestazioni razziste in Italia. Quanto al passo “Police which has also carried out violent Roma camp raids” è stato chiarito immediatamente dal portavoce del Commissario che ha precisato che il rapporto “non afferma che la polizia abbia compiuto dei raid con delle molotov o contro i rom, il rapporto fa riferimento a una serie di episodi di sgombero forzato di alcuni campi rom per cui il commissario e’ abbastanza preoccupato”. Possiamo quindi immaginare come le forze di polizia abbiano sgombrato alcuni campi rom pensando che la coalizione di centrodestra era al potere anche durante i “Fatti di Genova”. Magari con gli stessi metodi con cui hanno sgombrato ieri la chiesa di Napoli, dove l’assessore per le politiche sociali Guido Riccio ha denunciato pestaggi dei senzatetto.

Il rapporto, dunque, getta un grido d’allarme: legislazione, media e forze politiche alimentano il clima di odio razziale nel quale cadiamo senza accorgercene, perché l’operazione avviene in modo graduale giorno dopo giorno e il Governo cerca di far passare sotto silenzio il tutto gettando fumo negli occhi.

 

13 See European Roma Right Centre, collection of international reports at www.errc.org/cikk=2958&archiv=1 .

 

Foto da http://cronacaeattualita.blogosfere.it/

Una legge razziale?

Posted by admin On Luglio - 4 - 2008

Roberto Maroni ha ideato un nuovo sistema per fare il bene della società, dopo il suo famoso “Libro Bianco” e rispondere alla crescente “domanda di sicurezza” degli Italiani (= persona che da almeno sette generazioni risiede nello Stato padano, dotato di regolare Parlamento, bandiera e giuramento allo stesso): ha deciso di arginare il fenomeno dello sfruttamento minorile dei bambini rom con una legge confezionata appositamente per loro. Secondo le sue intenzioni si tratterebbe di un “censimento” ma “non si tratterà di una schedatura etnica, bensì di una ulteriore garanzia per la tutela dei loro diritti”, ovviamente. Innanzitutto si può registrare una certa confusione (voluta?) tra la necessità di censire i campi nomadi regolari presenti sul territorio nazionale e quella di combattere l’uso di minori in operazioni di accattonaggio e furto.

Immediate sono state le reazioni, sia in Italia che in sede europea: il garante per la protezione dei dati personali ha ravvisato immediatamente “che tali modalità potrebbero coinvolgere delicati problemi di discriminazione che possono toccare anche la dignità delle persone e specialmente dei minori”, mentre il Presidente del Consiglio europeo è stato ancora più esplicito dicendo che “Nonostante sia convinto che la democrazia italiana e le sue istituzioni siano abbastanza mature da evitare che tali idee diventino legge, sono molto preoccupato che un membro di uno dei governi dei Paesi del Consiglio d’Europa abbia fatto una tale proposta”. Ed ha aggiunto che “La proposta invita ad analogie storiche talmente chiare che non devono nemmeno essere menzionate”. Anche il portavoce del Commissario di Giustizia europeo, Petrucci, pur precisando immediatamente che la Commissione non può commentare espressamente dichiarazioni di politici di un Paese membro ma solo atti legislativi si lascia sfuggire che una proposta simile non si è mai vista prima. La replica di Maroni, avallata da tutto il Governo di centrodestra non si è fatta attendere, e brilla per la faccia tosta con cui è stata pronunciata. Il Ministro leghista fa l’indiano e risponde che andranno fino in fondo, precisando che sono operazioni che si vedono eseguire in tutti i Tribunali ogni giorno e che stanno rispondendo ad un Regolamento del Consiglio dell’UE, il n° 380 del 18 Aprile 2008; infine minaccia che “intemperanze verbali e stravaganze non possono più essere tollerate”. Maroni, e il resto del Governo , fanno finta di non aver capito e coprono la loro vergogna con una mezza verità. Gli appunti che immediatamente sono stati mossi si focalizzano sul fatto che la proposta si applicherebbe solo ad una etnia che popola un Paese membro: una legge per una razza, insomma, cioè una legge razziale. Il fatto che le impronte vengano prese nei Tribunali, e che il rilievo sia fatto anche ai minori è dovuto alla presenza di un reato, e non è un fenomeno preventivo. Infine, il sopraccitato Regolamento fa riferimento a tutti i cittadini di Paesi terzi alla Comunità Europea (quindi a tutti gli extracomunitari). A questo punto si è continuato a confondere le acque tra la necessità di  togliere i bambini rom dalle topaie in cui vivono (“Deve finire l’ipocrisia per cui sono tutti a favore dei bambini però tutti accettano che i bambini vivano in questi campi dividendo lo spazio coi topi”) e il censimento da effettuare, necessità a cui in effetti sarebbe bene ottemperare. Generiche sono risultate pure le  eventuali proposte per togliere effettivamente i bambini rom dalle “topaie”, come i leghisti chiamano i campi rom, mentre è certo che nell’immediato verranno tutti passati al setaccio e schedati. A questo punto si apparecchia la solita procedura mediatica che prepara il lavaggio del cervello degli Italiani: improvvisamente i telegiornali scoprono che alcuni genitori rom mandano i loro bambini a compiere furti e a fare la carità, come nel recente caso dell’arresto degli otto croati, notizie che dovrebbero legittimare l’azione di Governo, che notoriamente agisce sempre sull’onda del sentimento del momento e mai per un calcolo mirato nel tempo (Maroni tuona che: “la notizia dell’arresto di 8 nomadi croati che sfruttavano i loro figli per mandarli a rubare e li disconoscevano quando venivano presi dalla polizia, dimostra che la nostra iniziativa di censirli è ineludibile”). E non manca, naturalmente, dati i tempi che corrono, il solito attacco alla magistratura corrotta nella persona del Gip di Verona, Piziali,  che non ha convalidato il fermo cautelare per 4 nomadi arrestati, ravvisando che l’istituto del fermo “era stato piegato ad altri fini”. Sicuramente è uno dei Magistrati comunisti che tanto perseguitano il Premier. Stupisce, invece, la celerità con la quale il nostro Governo abbia recepito il Regolamento europeo (due mesi appena), mentre per altri regolamenti ed infrazioni si mostra un po’ più “tardo” (vedi caso “Rete4”). Immancabile anche la voce dei “Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole” che si esprimono attraverso una “Famiglia Cristiana” indignata contro i parlamentari cattolici del centrodestra che non hanno nemmeno alzato un dito contro “l’ indecente proposta razzista di prendere le impronte digitali ai rom”.

Qualcuno di voi si chiederà se esista una Commissione per l’infanzia e se per caso non abbia levato alta e sdegnata la sua voce: la Commissione c’è, ed è presieduta da Alessandra Mussolini la quale, leggendo della proposta, avrà anche versato una lacrimuccia di commozione ripensando ai bei tempi del nonno e si sarà lasciata andare ad uno sbattere di tacchi e ad un sollevar di braccio.

Ora, che applicare una legge ad una etnia sia la quintessenza del razzismo è abbastanza chiaro. Se esiste un problema sociale come può essere quello dello sfruttamento del minore per reati è, ovviamente, il caso di affrontarlo con un provvedimento uguale per tutti. Anche perché, per chi fosse tentato di guardare con spregio ai bambini rom è bene ricordare che gli adolescenti italiani sono comunemente impiegati per estorcere il pizzo o agiscono su commissione per eseguire omicidi (i baby killer), o ancora, sono coinvolti frequentemente nei fenomeni di “bullismo”. Ecco dunque che si dimostra ulteriormente la speciosità e la criminalità di questo provvedimento applicato ad una etnia e basta.

Del resto, basta scavare poco a fondo per capire da cosa può trarre origine un’idea del genere.

Matteo Bragantini è stato condannato in primo grado nel 2004 a 6 mesi di carcere e a 3 anni d’interdizione dall’attività politica, per istigazione all’odio razziale e propaganda di idee razziste. Nelle motivazioni, i giudici di primo grado scrivono che Bragantini e i suoi 6 coimputati, fra i quali l’attuale sindaco leghista di Verona Flavio Tosi, hanno “diffuso idee fondate sulla superiorità e sull’odio razziale ed etnico e incitato i pubblici amministratori competenti a commettere atti di discriminazione per motivi razziali ed etnici e conseguentemente creato… un concreto turbamento alla coesistenza pacifica dei vari gruppi etnici nel contesto sociale al quale il messaggio era indirizzato”. La Corte d’appello di Venezia riduce la pena da 6 a 2 mesi, assolvendo i leghisti dall’istigazione all’odio razziale, confermando la condanna per la propaganda razzista e i risarcimenti.

Un curriculum ancora migliore è quello presentato da Mario Borghezio: fascista da sempre (e meno male che Bossi, durante un comizio, aveva detto di voler “individuare i fascisti casa per casa per cacciarli dal Nord anche con la violenza”…): viene condannato per aver tentato di dare fuoco ad un dormitorio di immigrati sotto un ponte a Torino, oltre che per altri episodi di discriminazione. La Lega, inoltre, non ha mai preso le distanze da tutte le manifestazioni odiose e a sfondo razzista che, soprattutto nei primi anni novanta, hanno preso corpo nel Nord Italia.

A conclusione di questa panoramica è bene citare uno studio dell’Eurobarometro di qualche mese fa sulla discriminazione nell’Unione Europea: il 47% degli italiani si sente a disagio all’idea di avere un Rom come vicino, contro una media Ue del 24%. Gli Italiani sono al di sotto della media Ue anche nell’ipotesi di avere come vicino di casa una persona di altra religione o un gay.

Stiamo percorrendo una strada pericolosa, che non porta a nulla, se non a violenza, incomprensione e sofferenza. I problemi reali che si manifestano (e certo quello dei bambini impiegati nei furti o il censimento dei campi è un problema da risolvere) vanno affrontati con decisione rimanendo sempre nell’ambito della tolleranza, del rispetto del prossimo. Come è sbagliato dire che i “terroni” sono una massa di sfaticati, è altrettanto sbagliato etichettare tutta una comunità secondo alcuni costumi e prendere in forza di ciò provvedimenti discriminatori.

 

Foto da www.webpan.com

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Gen-9-2007 I ADD COMMENTS
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